PALEONTOLOGIA | PALAEONTOLOGY

Can arthropods produce Paleodictyon? – press kit

1) Articolo scientifico | Scientific paper

Can arthropods produce Paleodictyon?

Andrea Baucon, Carlos Neto de Carvalho, Alfred Uchman, Girolamo Lo Russo, Filippo Guerrini, Noel Moreira, Mattia Alessio Meloni, Andrea Barucci, Michele Piazza

Earth-Science Reviews 281, DOI: https://doi.org/10.1016/j.earscirev.2026.105639

2) Comunicato stampa | Press release

Identikit dell’animale che tesse esagoni da mezzo miliardo di anni

Da 530 milioni di anni un animale scava reticoli esagonali. Nessuno l’ha mai visto. Un nuovo studio ne ricostruisce l’aspetto

Cagliari, 21 agosto 2026 – Si chiama Paleodictyon: un reticolo di gallerie a maglie esagonali, presente sui fondali marini di tutto il pianeta dal Cambriano a oggi. Fotografato a 3.500 metri di profondità sulla Dorsale Medio-Atlantica, disegnato da Leonardo da Vinci, è stato attribuito ad alghe, spugne, vermi e amebe giganti. Tuttavia, nessuno ha mai visto l’animale che lo costruisce.

Uno studio internazionale guidato dal paleontologo Andrea Baucon, pubblicato su Earth-Science Reviews, ne ricostruisce l’identikit: l’architetto di Paleodictyon era un artropode, con ogni probabilità un piccolo crostaceo imparentato con i porcellini di terra.

Paleodictyon è uno dei casi irrisolti più longevi della paleontologia”, dice Baucon. In una cava del nord del Portogallo il gruppo ne ha scoperto un esemplare fra i più antichi conosciuti: più di mezzo miliardo di anni. “Quelle gallerie sono state scavate 460 milioni di anni prima del T. rex”, dice Neto de Carvalho. “E qualcosa continua a scavarle ancora oggi, a migliaia di metri di profondità, nel buio totale.”

“È una firma senza autore”, dice Lo Russo. “Non potendo vedere l’animale, abbiamo deciso di far parlare la geometria di Paleodictyon.” I ricercatori hanno misurato 1.314 punti sulle gallerie fossili conservate al Museo di Storia Naturale di Piacenza. “In una stessa cella, i sei lati differiscono in media di mezzo millimetro: una geometria molto vicina a quella di un esagono regolare”, dice Meloni.

L’indizio più forte è la forma dei tunnel: rettilinei, con spigoli netti. “È il modo di scavare degli artropodi, che grattano il sedimento con zampe articolate, sostenuti da un esoscheletro rigido”, dice Uchman. “Abbiamo passato giornate in ginocchio sull’Appennino e sulle Alpi, a caccia di tracce minuscole”, racconta Guerrini. “Chi passeggia sull’Appennino cammina su un antico fondale oceanico sollevato e coinvolto nella formazione di quella catena montuosa”, aggiunge Piazza. “Quelle rocce si sono depositate nello stesso ambiente in cui oggi i robot filmano Paleodictyon.”

Resta da capire a cosa servisse Paleodictyon: finora si è pensato che l’animale vi coltivasse i batteri di cui si nutriva. Lo studio propone un’ipotesi inedita. “La maglia esagonale potrebbe funzionare come rete di comunicazione di una colonia, lungo la quale propagare segnali chimici, idraulici o acustici”, dice Barucci.

“Per cinquecento anni gli scienziati hanno guardato questo ‘disegno’ senza sapere chi lo firmasse”, conclude Moreira. “Ora sappiamo che aspetto ha l’autore.”

Wanted: the animal that has drawn hexagons for half a billion years

For 530 million years, an unknown animal has been producing hexagonal networks in the seafloor. No one has ever seen it. A new study reveals what it looks like.

Cagliari, 21 August 2026 – It is called Paleodictyon: a network of burrows arranged in a hexagonal mesh, found on seafloors worldwide from the Cambrian to the present day. Photographed at 3,500 metres depth on the Mid-Atlantic Ridge, drawn by Leonardo da Vinci, it has been attributed to algae, sponges, worms and giant amoebae. Yet no one has ever seen the animal that builds it.

 

An international study led by palaeontologist Andrea Baucon, published in Earth-Science Reviews, reconstructs the producer profile: the architect of Paleodictyon was an arthropod—most likely a small crustacean related to pillbugs (woodlice).

 

Paleodictyon is one of the longest-running cold cases in palaeontology,” says Baucon. In a quarry in northern Portugal the team discovered one of the oldest specimens known: more than half a billion years old. “Those burrows were produced 460 million years before T. rex,” says Neto de Carvalho. “And something is still producing them today, thousands of metres deep, in total darkness.”

 

“It is a signature without an author,” says Lo Russo. “Since we cannot see the animal, we decided to let the geometry of Paleodictyon speak.” The researchers measured 1,314 points on fossil burrows housed at the Natural History Museum of Piacenza. “Within a single hexagonal cell, the six sides differ by half a millimetre on average — a geometry very close to that of a regular hexagon,” says Meloni.

 

The strongest clue is the shape of the tunnels: straight, with sharp corners. “That is how arthropods dig, scraping the sediment with jointed legs, supported by a rigid exoskeleton,” says Uchman. “We spent days on our knees in the Apennines and the Alps, hunting for minute traces,” recalls Guerrini. “Anyone walking in the Apennines is walking on an ancient ocean floor, uplifted and caught up in the building of that mountain chain,” adds Piazza. “Those rocks were deposited in the same environment where robots film Paleodictyon today.”

 

What Paleodictyon was for remains an open question. Until now, the animal was thought to farm bacteria inside its burrows. The study proposes something different. “The hexagonal mesh could work as the communication network of a colony, carrying chemical, hydraulic or acoustic signals,” says Barucci. “For five hundred years scientists have looked at this ‘drawing’ without knowing whose signature it was,” concludes Moreira. “Now we know what the author looked like.”

3) Immagini e video | Images and videos

Paleodictyon, Appennino Piacentino. Eocene superiore (35 milioni di anni). | Paleodictyon, Piacenza Apennines. Late Eocene (35 million years old).
▲ Ricerche geopaleontologiche nell’Appennino Piacentino. Andrea Baucon (a sinistra) e Filippo Guerrini (a destra). | Geopalaeontological fieldwork in the Piacenza Apennines. Andrea Baucon (right) and Filippo Guerrini (left).
▲ Ricerche geopaleontologiche nell’Appennino Piacentino. Da destra: Andrea Baucon, Filippo Guerrini, Girolamo Lo Russo. | Geopalaeontological fieldwork in the Piacenza Apennines. From left: Andrea Baucon, Filippo Guerrini, Girolamo Lo Russo.
▲ Modello digitale fotogrammetrico di Paleodictyon. Appennino Piacentino, Eocene  superiore (35 milioni di anni). Fotogrametria di Mattia Alessio Meloni. | Photogrammetric digital model of Paleodictyon. Piacenza Apennines, late Eocene (35 million years old).
Paleodictyon. Portogallo, Cambriano (530 milioni di anni). | Paleodictyon. Portugal, Cambrian (530 million years old).
Paleodictyon, Appennino Piacentino. Eocene superiore (35 milioni di anni). | Paleodictyon, Piacenza Apennines. Late Eocene (35 million years old).
Paleodictyon, Appennino Piacentino. Eocene superiore (35 milioni di anni). | Paleodictyon, Piacenza Apennines. Late Eocene (35 million years old).
Paleodictyon, Appennino Piacentino. Eocene superiore (35 milioni di anni). | Paleodictyon, Piacenza Apennines. Late Eocene (35 million years old).
Paleodictyon, Appennino Piacentino. Eocene superiore (35 milioni di anni). | Paleodictyon, Piacenza Apennines. Late Eocene (35 million years old).
Paleodictyon, Appennino Piacentino. Eocene superiore (35 milioni di anni). | Paleodictyon, Piacenza Apennines. Late Eocene (35 million years old).
Paleodictyon, Appennino Piacentino. Eocene superiore (35 milioni di anni). | Paleodictyon, Piacenza Apennines. Late Eocene (35 million years old).